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Road to Sochi
Sabato 5 marzo i Mondiali di Khanty-Mansiysk 2011 sono iniziati nel migliore dei modi per la biathleta giapponese Itsuka Owada, con il 37esimo posto nella sprint, ovvero il miglior risultato della sua carriera con tanto di primi 4 punticini valevoli per la Coppa del mondo. Tuttavia venerdì 11 tutto è cambiato con il terremoto e successivo tsunami che hanno colpito il suo Paese.
Il cataclisma ha toccato direttamente la 30enne nipponica poichè in seguito all'onda anomala entrambi i genitori sono stati dati per dispersi. Dopo quarantotto ore di terribile incertezza Owada ha ricevuto per telefono poco prima della staffetta femminile di domenica 13 marzo la ferale notizia del ritrovamento delle salme del padre e della madre.
Nonostante la terribile situazione la biathleta ha deciso di gareggiare comunque nel rispetto delle compagne perchè il Giappone non disponeva di sostitute e una sua rinuncia avrebbe significato la mancata partecipazione di tutto il quartetto alla gara.
Owada ha voluto quindi adempiere al suo dovere e ha disputato la seconda frazione. Subito dopo essere arrivata al traguardo e aver dato il cambio è svenuta sconvolta dal dolore.
Il mondo del biathlon non è rimasto indifferente al cataclisma giapponese. Il quartetto della staffetta norvegese composto da Ole Einar Bjørndalen, Alexander Os, Emil Hegle Svendsen e Tarjei Bø ha donato metà del montepremi (ovvero 10.000 euro) alle vittime dello tsunami.
Redazione Winter
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