News | Sci di Fondo

Il mondo del fondo piange Mika Myllylä

Foto: Getty Images

di Redazione Winter, pubblicato mercoledì 6 luglio 2011 alle 11:30 Il mondo del fondo piange Mika Myllylä

Il modo in cui in Finlandia e nel mondo dello sci di fondo, soprattutto nei Paesi nordici, la morte di Mika Myllylä sta venendo vissuta ricorda da vicino ciò che accadde in Italia e nel mondo del ciclismo quando nel 2004 venne a mancare Marco Pantani.

Colpisce come molti atleti e tecnici di nazionalità diverse, compresi i suoi ex avversari, abbiano ricordato con grande affetto e in maniera molto simile Myllylä. Abbiamo raccolto le reazioni più significative alla notizia.

Pål Gunnar Mikkelspass (ex capo allenatore della Norvegia): "Era un atleta serio, che prendeva lo sport seriamente. Si allenava tantissimo ed era piacevole frequentarlo anche lontano dalle piste. Quando si condivideva del tempo con lui ci si divertiva sempre. Fu divertente anche il nostro primo incontro, all'inizio degli anni '90 quando lui non era ancora famoso. Finimmo addosso l'uno all'altro sotto il ponticello di Ramsau. Arrivavamo in direzioni opposte ed entrambi stavamo guardando il cielo. La sua storia è una tragedia sportiva. Me lo ricorderò per sempre per ciò che ha fatto soprattutto nella 50 km dei Mondiali di Trondheim. Le ombre su di lui non possono essere ignorate, ma era uno sciatore di talento. Ricordo che nelle starting list usavo un evidenziatore rosso per i norvegesi e uno giallo per gli avversari più pericolosi di giornata. Lui era sempre evidenziato di giallo. Lo scandalo doping che ha coinvolto tutta la squadra finlandese lo ha travolto e lo ha perseguitato a lungo. Mi ha sempre intristito pensare a come è finita la sua carriera".   

Niklas Jonsson (fondista svedese argento olimpico nella 50 km a Nagano 1998): "Era una persona gradevole e si finiva sempre per ridere ogni volta che si stava con lui. Qualcosa è cambiato dopo la metà degli anni '90 quando si mise improvvisamente ad andare molto più forte. Subito abbiamo avuto sospetti su ciò che stava accadendo, e abbiamo avuto la conferma ai Mondiali del 2001. Nello sci di fondo spesso ci si allena a gruppi ristretti e si è a contatto con poche persone e tecnici, quindi è difficile sfuggire a determinate logiche. Io spero solo che la federazione finlandese non lo abbia lasciato solo e abbia fatto tutto il possibile per aiutarlo dopo lo scandalo doping. Non deve essere facile ricominciare da capo la propria vita dopo un'umiliazione del genere". 

Erling Jevne (fondista norvegese argento olimpico nella 30 km a Nagano 1998 e argento iridato nella 50 km di Trondheim 1997, in entrambe le occasioni dietro a Myllylä): "Mika era un grande atleta, spero che ora abbia trovato la pace. Ci siamo divertiti molto in passato, era una persona molto socievole. Sono molto triste."

Odd-Bjørn Hjelmeset: "E' stato un maestro sia a Trondheim 1997 che a Ramsau 1999. E poi nel 2001 ha perso tutto. Quando un uomo muore così giovane è sempre una tragedia, Mika era una persona meravigliosa. Io spero che non venga ricordato per il doping, personalmente voglio ricordare la sua 50 km ai mondiali del '97, rimasi impressionato da come gareggiò". 

Kari Ristanen (fondista finlandese degli anni '80): "Il primo ricordo che ho di lui è durante uno stage di allenamento a Oslo alla fine degli anni '80. Io ero solito allenarmi molto ed essere l'ultimo a lasciare il tracciato. Un giorno, quando ero convinto di essere come al solito rimasto l'unico in pista, mi resi conto che c'era anche qualcun altro. Era proprio Mika. Si è sempre allenato in maniera durissima. Di lui ricordo soprattutto la 50 km di Trondheim, in quella circostanza fu veramente favoloso. Credo che non si sia mai ripreso da quanto avvenuto a Lahti 2001. La sua carriera non è declinata lentamente, non ha avuto tempo di abituarsi all'idea di smettere perchè i risultati erano in calo. No, la sua carriera si è interrotta bruscamente quando era ancora prossimo al top. Deve essere stata dura per lui trovare una strada dopo quanto avvenuto a Lahti".

Frode Estil: "Mika parlava benissimo lo svedese, ci siamo frequentati, lui era molto estroverso. Ma dopo quello che è successo a Lahti, nel 2001, per lui è diventato molto difficile relazionarsi con le altre persone. Io penso che sia stata questa la causa della brutta piega presa dalla sua vita negli ultimi 10 anni".  


Redazione Winter

E-mail: redazione@wintersport-news.com

 
Copyright © All rights reserved - Winter Sport News - Realizzazione: Netycom srl.