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Enrico Fabris a Winter Sport News: "Mi ritiro perché in gara non mi divertivo più"

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di Alberto Dolfin, pubblicato lunedì 21 novembre 2011 alle 16:40 Enrico Fabris a Winter Sport News: "Mi ritiro perché in gara non mi divertivo più"

Un campione sa sempre quando arriva il momento di dire stop. E’ stato così anche per Enrico Fabris, vera e propria icona del pattinaggio di velocità azzurro, che ha deciso di mollare tutto dopo essersi accorto di non divertirsi più in gara. Intercettato in esclusiva da Winter Sport News, il fuoriclasse asiaghese, che ha portato il suo sport in una nuova dimensione grazie ai successi olimpici di Torino 2006, ha raccontato le ragioni del suo addio al ghiaccio.

Enrico, la sua decisione di smettere è frutto di un lungo ragionamento, viste anche le difficoltà della scorsa stagione o è qualcosa di più immediato, legato all’ultimo appuntamento di Coppa del Mondo a Chelyabinsk?

«Non è una decisione fresca, ma il frutto del pensiero dell’ultimo anno. Da una parte, perché nell’ultima stagione ho avuto più acciacchi fisici rispetto a tutto il resto della carriera, dall’altra, per un motivo strettamente personale: sono venuti meno il divertimento in gara e la voglia di mettersi in gioco. Ho sempre amato l’allenamento, i raduni, la vita da atleta, ma mi è venuta a mancare quella cosa in più per continuare ad essere competitivo in gara».

E l’ultimo posto in Russia nei 1500 metri, ha sottolineato definitivamente questo fattore?

«Sì, di sicuro ha dato una mano anche quello. È stata la conferma che sono ancora in grado di fare dei grandi allenamenti, perché così è stato la settimana precedente all’esordio di Coppa, ma in gara non riesco più ad esprimermi come vorrei. Quando la motivazione cala, diventa un circolo vizioso ed a volte è meglio non presentarsi nemmeno sulla linea di partenza. Per me è semplicemente arrivato il momento di dire basta».

Una decisione non facile, dopo le pagine di storia che ha scritto nel pattinaggio. Nel weekend russo però, i giornali olandesi avevano riportato di una polemica del c.t. azzurro Romme con lei, cosa dichiara a riguardo?

«Erano polemiche che ho sentito soltanto indirettamente. Comunque, il mio allenatore mi ha criticato anche guardandomi in faccia, non c’è niente di nuovo per me. Sono critiche che mi sono meritato vista l’ultima gara ed è giusto che Gianni sia scocciato dopo che nell’ultimo anno non sono più riuscito ad esprimermi ai miei livelli. Però mi ha fatto anche aprire gli occhi ed essere onesto con me stesso».

Dunque, non c’è nessun tipo di problema con Gianni Romme?

«No, non ho niente di personale contro di lui. È una scelta totalmente estranea al cambio di allenatore che c’è stato dopo l’Olimpiade di Vancouver. Ho un ottimo rapporto con Gianni Romme, anzi avevamo già studiato assieme la preparazione anche per la seconda parte di stagione».

Ha già pensato a cosa farà ora, se rimarrà sul ghiaccio o se si dedicherà alla sua famiglia?

«I tempi sono ancora immaturi. Sono appena tornato dalla trasferta russa e devo ancora rendermi conto anch’io di come sta cambiando la mia vita. Ci sono molte possibilità davanti a me, devo solamente mettere sul tavolo le carte e vedere come gestire i miei impegni adesso. Dovrò parlarne anche con il mio gruppo sportivo, le Fiamme Oro, perché quella di restare in polizia potrebbe essere anche un’alternativa».

Quale è stata la reazione dei suoi compagni di Nazionale quando hanno appreso la notizia del suo ritiro?

«Prima di tutto, per me la squadra è stata fondamentale, non solo adesso nei momenti difficili, ma anche nei momenti migliori, quando abbiamo raggiunto successi straordinari insieme. In particolare, soprattutto adesso che le cose non andavano nel verso giusto, è stato prezioso avere qualcuno con cui confrontarmi anche fuori dal ghiaccio e che mi tirasse su di morale. Matteo Anesi, che mi è sempre stato vicino, si è accorto per primo che non ero più lo stesso nell'ultimo periodo e che c’era qualcosa in me che non andava. Però la decisione di smettere l’ho presa solo ed esclusivamente io, insieme al mio allenatore Gianni Romme. Con i miei compagni di squadra non ho mai voluto parlarne perché era una decisione che spettava solo a me».

Una scelta che ha colto di sorpresa anche la Federazione Italiana Sport Ghiaccio, che comunque rispetta pienamente la decisione di Fabris. «Siamo rammaricati, ma al tempo stesso appoggiamo qualunque scelta di Enrico. Quello che lui ha rappresentato per il pattinaggio di velocità azzurro è sotto gli occhi di tutti. Parliamo di un campione che ha dato lustro al nostro sport e che ha sempre dimostrato grandi valori in pista. Non possiamo che ringraziarlo per quello che ci ha regalato», è stato il commento del Vice Presidente e Responsabile del Settore Velocità della FISG, Sergio Anesi.


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Alberto Dolfin

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