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Tora Berger porta l'oro numero 100 alla Norvegia
Foto: Getty Images
di Francesco Paone, pubblicato venerdì 19 febbraio 2010 alle 21:00

Tora Berger entra nella storia vincendo la 15 km olimpica e conquistando così la medaglia d'oro numero 100 per la Norvegia ai Giochi olimpici invernali. La 29enne di Meråker è partita con il pettorale numero 2 e subito ha fatto capire di essere intenzionata a scrivere la storia del suo Paese. Tenendo un ritmo sugli sci sostenutissimo ha chiuso in scioltezza e senza errori i primi tre poligoni. Alla quarta sessione di tiro ha mancato proprio l'ultimo bersaglio lasciando così una piccola speranza alle avversarie.
Poche sono però state le atlete in grado di minacciare seriamente la leadership della norvegese. Le tedesche Andrea Henkel prima e Kati Wilhelm poi non hanno sbagliato nei primi due poligoni tenendo un passo sugli sci tale da impensierire la Berger, ma entrambe commesso un errore al terzo poligono, uscendo così dalla lotta per l'oro. Sul finire della gara la polacca Weronika Nowakowska ha sparato all'ultima sessione di tiro con la possibilità di vincere, ma ha mancato un bersaglio dovendo quindi riporre i suoi sogni di gloria. Wilhelm, campionessa del mondo in carica della specialità, ha chiuso quarta; Henkel, campionessa olimpica in questo format 8 anni fa, ha invece chiuso sesta. La polacca si è infilata tra le due.
A salire sul podio sono state la kazaka Elena Khrustaleva e la bielorussa Darya Domracheva. La prima, mai tra le prime quattro in carriera finora, è riuscita a conquistare una più che sorprendente medaglia d'argento grazie a un perfetto 20/20 al tiro, mentre la seconda si era chiamata fuori dalla lotta per la prima posizione sbagliando al secondo poligono, ma senza commettere errori negli ultimi due è poi riuscita a mettersi al collo un prestigioso bronzo.
In realtà Khrustaleva di kazako ha ben poco essendo nata in Russia e avendo anche gareggiato con questa nazionalità in passato. Dopo Anastasiya Kuzmina (oggi 39esima), oro nella sprint e argento nell'inseguimento, sul podio di Vancouver sale così un'altra atleta russa di nascita ma rappresentante un'altra nazione. Per la Russia si tratta di un'autentica beffa poichè le medaglie continuano a latitare, e anzi oggi arriva una delle peggiori gare della storia olimpica di questo Paese. La migliore è infatti Olga Medvedtseva, mestamente 21esima.
Oltre alle russe l'altra grande sconfitta di giornata è la svedese Helena Jonsson, leader di Coppa del mondo e vincitrice di entrambe le 15 km a cui aveva preso parte in questa stagione. La 25enne è apparsa l'ombra dell'atleta dominante a dicembre e inizio gennaio commettendo quattro errori che l'hanno relegata in 49esima posizione, addirittura fuori dalla zona punti. C'è un dato impressionante riguardante la Jonsson. Per lei si tratta della seconda peggiore gara della carriera. Solamente l'8 dicembre 2006 fece peggio quando in una sprint disputata a Hochfilzen fu 52esima. Inoltre con la gara odierna si interrompe una serie di 67 gare a punti e 78 tra le prime quaranta.
Magdalena Neuner ha mancato nel complesso 3 bersagli nelle prime due sessioni di tiro, ma nelle due successive non ha commesso errori evitando così la debacle e raccogliendo un prezioso decimo posto in ottica Coppa del mondo assoluta. Le azzurre ottengono finalmente risultati all'altezza della situazione con Katja Haller, ormai la numero 1 d'Italia in questa stagione, 18esima con 20/20 e Michela Ponza 27esima con 19/20. Molto indietro invece Karin Oberhofer 75esima e Christa Perathoner 79esima.
La Svezia si consola parzialmente con il successo nella coppetta di specialità della 15 km di Anna Carin Olofsson (oggi 17esima) la quale chiude in questa classifica con 132 punti contro i 126 della Henkel e i 121 di Kati Wilhelm e Darya Domracheva. In Coppa del mondo assoluta, invece, la Jonsson è sempre in testa ma rimane ferma a 592 punti vedendo avvicinarsi Neuner a 565 ed Henkel a 531, la quale ha riscavalcato Olofsson, quarta, con 523. Domenica è in programma la partenza in linea, per la quale nessuna azzurra è qualificata.