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Road to Sochi
Ai Mondiali di ciclismo di Copenhagen Clara Hughes ha sognato a lungo di poter tornare sul podio iridato di una cronometro dopo 16 anni dall'argento di Tunja 1995 e 15 anni dopo il bronzo olimpico di Atlanta 1996, ma alla fine ha dovuto accontentarsi di un piazzamento di prestigio.
La canadese, che compirà 39 anni la prossima settimana, è partita per ventesima su cinquantuno partecipanti e ha chiuso i 27,8 km del tracciato in 37'44"17 proprio pochi minuti dopo che la pioggia aveva iniziato a cadere sulla capitale danese. Con le strade bagnate il rendimento di molte atlete è stato condizionato in negativo permettendo alla campionessa olimpica del 5.000 metri a Torino 2006 di rimanere al comando a lungo.
Tuttavia quando l'acqua ha smesso di scendere dal cielo il vento ha asciugato rapidamente l'asfalto permettendo così proprio alle più forti di gareggiare nelle condizioni ideali nella loro seconda metà di gara. Hughes è quindi stata scavalcata da quattro concorrenti e ha chiuso quinta staccata di soli 12" dalla medaglia di bronzo della britannica Emma Pooley e a 15" dall'argento della neozelandese Linda Villumsen. Il titolo mondiale è andato alla tedesca Judith Arndt, che ha dominato la prova staccando la seconda classificata di 21".
Decisamente più anonima Martina Sablikova, classificatasi 28esima a 2'57" dalla vincitrice. La 24enne ceca si è comunque presa la soddisfazione di battere nettamente la connazionale Martina Ruzickova.
Redazione Winter
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