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Simone Moro punta al Nanga Parbat per il poker di prime invernali sugli 8000

foto Simone Moro

di Dario Puppo, pubblicato venerdì 7 ottobre 2011 alle 16:00 Simone Moro punta al Nanga Parbat per il poker di prime invernali sugli 8000

Simone Moro è pronto a tornare in Himalaya per diventare il più grande conquistatore di prime invernali sugli 8000.

Il 43enne alpinista bergamasco, dopo aver raggiunto lo scorso febbraio la vetta del Gasherbrum II con il kazako Denis Urubko e lo statunitense Cory Richards, insieme agli stessi compagni di cordata ha in programma di ripetere l’impresa sul Nanga Parbat (fonte Ansa).

La nona cima più alta della Terra, con i suoi 8.125 metri, già considerata d'estate l’ascesa più difficile tra i 14 Ottomila insieme all’Annapurna e al K2, è costata la vita a Gunther Messner, fratello di Reinhold, nel 1970. Stessa sorte è tocca a un altro altoatesino, Karl Unterkircher, nel 2008

Il primo a violare addirittura in solitaria la “Montagna del Diavolo” è stato il leggendario salisburghese Hermann Buhl il 3 luglio 1953. Moro, che prevede di partire tra fine dicembre e inizio gennaio, tenterà di compiere la prima scalata d’inverno seguendo la parete nord-ovest del Diamir (Re della montagna), dove nel 2006 ha aperto una nuova via con Jean Cristophe Lafaille rinunciando poi alla vetta per problemi di scarsa acclimatazione.

Se il progetto dovesse andare a buon fine Moro arriverebbe a firmare il poker nelle prime invernali facendo meglio di due miti polacchi d’alta quota: Jerzy Kukuczka, secondo uomo a collezionare tutti gli 8000 dopo Messner grazie anche alle first winter su Dhaulagiri (1985), Annapurna (1987) e Kanchenjunga (1986), proprio con il connazionale Krzysztof Wielicki, primo re d’inverno anche su Everest (1980) e Lhotse (1988).

Moro, dopo aver raccolto il testimone dagli specialisti polacchi con le ascese su Shishapangma (2005) e Makalu (2009), con la vetta del G II (a cui è dedicato il film Cold presentato di recente) ha avuto soprattutto il merito di aprire il fronte del Karakorum.

Il gruppo montuosa che corrisponde a 450 km di confine tra il Kashmir e la Cina, dove (escluse le calotte polari) si trova la maggior concentrazione di ghiacciai del pianeta, custodisce i 4 Ottomila più freddi, di cui 3 (come il dirimpettaio “mangiauomini” Nanga Parbat) ancora inviolati: K2, Gasherbrum I, Broad Peak. Proprio quest’ultimo era il realtà l’obiettivo della prossima spedizione di Moro, costretto a cambiare idea a causa dei costi elevati per il trasporto del materiale in elicottero.

Chi fosse interessato può sentire dalla viva voce di Moro il racconto delle sue imprese, oggi dalle 21 all'auditorium Michele Gisla di Colico (Lecco), domani dalle 21 all'Università Insubria di Varese, giovedì 13 ottobre ore 21 presso la biblioteca di Paderno Dugnano (Milano) oppure l’8 novembre alle 20 e 30 al Museo nazionale del cinema di Torino, nell’ambito delle conferenze europee di The North Face Speaker Series (per informazioni www.simonemoro.com


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