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Ole Einar Bjørndalen e Armin Zöggeler, i cannibali sono tornati

di Max Valle, pubblicato lunedì 13 febbraio 2012 alle 11:45 Ole Einar Bjørndalen e Armin Zöggeler, i cannibali sono tornati

La settimana degli sport invernali ha riservato come sempre molti spunti interessanti. Ad esempio la Coppa del Mondo di sci alpino è sbarcata per la prima volta in Russia (quella maschile) e ad Andorra (quella femminile), ma se lo slalom e il gigante e lo slalom sono stati una delusione non tanto per la pista quanto per il vento che ha fortemente condizionato le gare, la pista che ospiterà la discesa maschile olimpica di Sochi 2014 è stata una piacevole sorpresa: lunga, tecnica, con molte curve e bei salti.


Nello short track Arianna Fontana è stata la prima italiana a vincere una Coppa del Mondo di distanza singola sui 500 metri, in casa nostra l'impresa in precedenza era riuscita soltanto a Fabio Carta nel 1998-99 (500 metri) e 2002-03 (1500 metri). Nel fondo Marit Bjørgen e nel biathlon Magdalena Neuner hanno incrementato il loro numero di successi, rispettivamente 51 e 32, la norvegese è a quota 78 podi, solo tre in meno di Elena Välbe che ne detiene il record assoluto, la tedesca è arrivata a 60.


Marit e Lena sono due dei fenomeni di cui abbiamo parlato la settimana scorsa, ma ce n'è un altro, o meglio un'altra, di nome Tatjana Hüfner, che nello slittino femminile sta perpetuando il dominio instaurato da anni dalle tedesche: si è portata a casa il quarto oro mondiale, è campionessa olimpica in carica ed è a un passo dalla quinta Coppa del Mondo consecutiva. Nello skeleton maschile il lettone Martins Dukurs ha vinto le ultime tre Coppe del Mondo, dodici delle ultime tredici gare Mondiali compresi ed è già il primatista dei successi in Coppa, 16, gli manca solo il gradino più alto del podio a cinque cerchi.


Ma ci sono due fenomeni, entrambi classe 1974 ed entrambi del mese di gennaio, che sono stati veri e propri cannibali nei loro sport e che sono tornati alla ribalta in questo fine settimana dopo una stagione travagliata: sono Ole Einar Bjørndalen e Armin Zöggeler. Il primo, norvegese marito di un'italiana, l'altoatesina sua ex "collega" Nathalie Santer, è una leggenda del biathlon, il secondo, carabiniere altoatesino di Foiana, dello slittino.


Bjørndalen durante quest'inverno aveva raccolto un secondo e due quinti posti, ma nel weekend di Kontiolahti è stato prima quarto in una sprint che poteva già vincere, poi ha finalmente trionfato nell'inseguimento. Il suo curriculum parla di 93 vittorie individuali in carriera di cui 11 ai Mondiali e 5 alle Olimpiadi, più 21 successi in staffetta di cui cinque iridati e due olimpici, inoltre il totale dei podi è semplicemente mostruoso: 165. Poi ci sono le sei sfere di cristallo assolute e le venti di specialità (una individuale, nove sprint, cinque inseguimento e cinque mass start) e perfino una vittoria in una gara di Coppa del Mondo di fondo, il 18 novembre 2006, la 15 km skating di Gällivare.


Ma soprattutto, Ole Einar vince almeno una gara nel Grande Biathlon da 17 stagioni, cioè ininterrottamente dal 1995-96. Niente male per uno che era stato bollato come "sconosciuto biathleta norvegese" da un conosciutissimo telecronista di calcio solo perché aveva avuto il torto di aver ricevuto più voti di Ronaldo al Laureus Sports Awards del 2003 che assegnava il premio di sportivo dell'anno del 2002. Il motivo del suo secondo posto in questa graduatoria alle spalle di Lance Armstrong e davanti a Ronaldo? L'aver compiuto un'impresa sconosciuta ai più, soprattutto a quelli che vivono di solo calcio o quasi: aver vinto quattro ori olimpici a Salt Lake City…


Per Zöggeler è arrivato l'inevitabile momento di flessione dopo che nella scorsa stagione aveva messo in bacheca la sesta Coppa del Mondo consecutiva, la decima in assoluto, tante quante l'austriaco Markus Prock, e il sesto oro mondiale. Anche lui in fatto di longevità non scherza: i suoi 54 successi in Coppa, cui sono da aggiungere 6 ai Mondiali e 2 alle Olimpiadi, li ha distribuiti dal 1994-95 allo scorso inverno e solo in un caso è rimasto a secco, nel 2004-05, stagione in cui peraltro ha vinto il suo quinto oro iridato.


In questa stagione non è andato al di là di un terzo posto a Igls e di un secondo a Königsee ma ai Mondiali di Altenberg, budello tedesco sul quale ha vinto otto volte, è salito per la decima volta sul podio iridato ma sul gradino più basso, poiché su quello più alto ci è finito il suo erede già da tempo designato, il tedesco Felix Loch, un tipetto che a 23 anni ancora da compiere ha in tasca tre ori iridati e uno olimpico ed è vicino alla sua prima sfera di cristallo.


Mancano due gare alla fine della stagione di Coppa del Mondo: è molto difficile ma se Armin dovesse aggiudicarsene una delle due (ed è più probabile che possa riuscirci a Sigulda, in Lettonia, dove ha primeggiato in nove occasioni, piuttosto che nella prova di chiusura a Paramonovo, in Russia) supererebbe Bjørndalen di un gradino e arriverebbe a 18 stagioni consecutive con almeno una vittoria in una gara olimpica, iridata o di Coppa del Mondo nello slittino. Cose che sanno fare i cannibali, cose da Ole Einar Bjørndalen e Armin Zöggeler.


Max Valle

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