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Road to Sochi
Carolina Kostner, grazie a un programma libero da applausi, ha conquistato il primo titolo mondiale della carriera completando il Grande Slam stagionale (vittoria nella finale del Grand Prix, vittoria nei Campionati Europei, vittoria nei Mondiali).
Il ghiaccio del "Palais des Exposition" di Nizza è stato teatro di un'impresa storica per il pattinaggio italiano, griffata da una fuoriclasse già capace di salire sul podio iridato in tre occasioni, la prima addirittura nel lontano 2005.
L'allieva di Michael Huth, terza dopo il programma corto per via di un errore sul triplo rittberger completato solo doppio, ha pattinato un libero pressochè perfetto in cui ha completato in assoluta scioltezza cinque salti tripli, tutti caratterizzati da una qualità eccelsa (ben scivolati sull'atterraggio e dall'altezza siderale). Tra le perle di giornata, vanno segnalate la travolgente sequenza di passi che ha meritato il livello quattro, le tre trottole, tutte giudicate del livello più alto, e l'imponente combinazione doppio axel/triplo toeloop, elemento che tanti grattacapi le aveva dato in passato. L'unico errore sul secondo triplo flip, completato doppio, è passato quasi inosservato e non ha sporcato in alcun modo un "disco" di rara bellezza. Carolina, alla luce della notevole performance, ha ottenuto sia il punteggio tecnico più alto di giornata che la valutazione più elevata su ciascuna componente del programma. Peraltro, l'icona del pattinaggio nostrano, accompagnata da una meritata stading ovation del pubblico, ha sbriciolato il primato nazionale, stabilito in occasione della finale del Grand Prix disputata a Quebec City, quando per la prima volta ha indossato gli abiti di gara da lei ideati.
Per l'Italia, si tratta del secondo titolo mondiale nel pattinaggio di figura, che fa il paio con quello ottenuto da Barbara Fusar Poli e Maurizio Margaglio nella danza nell'ormai lontano 2001 (Vancouver).
Le soddisfazioni per i colori azzurri sono andate ben oltre in quanto Valentina Marchei, seconda rappresentante italiana in gara, ha ottenuto un inaspettato quanto prezioso ottavo posto, suo migliore risultato in carriera a livello iridato. L'allieva di Yuka Sato e Jason Dungjen, raro esempio di grinta e dedizione, ha sfoderato il suo proverbiale carattere che le ha consentito di completare al meglio due tripli lutz, il secondo dei quali nella parte finale del programma. Bene anche le trottole, specie combinata cambio piede e flying sit valutate di livello quattro, e la sequenza di passi in cui ha sprigionato il consueto entusiasmo, autentico marchio di fabbrica.
La medaglia d'argento è andata alla russa Alena Leonova, leader della competizione al termine del primo segmento di gara. L'allieva di Nikolai Morozov, pur avendo commesso qualche sbavatura qua e là sugli arrivi dei salti, è riuscita a complerare un programma oltre le aspettative con tanti elementi di salto collocati nella seconda parte del disco. Per la Russia, si tratta di un risultato dal peso specifico enorme perchè l'ultimo podio risaliva al lontano 2005, quando la leggendaria Irina Slutskaja si impose sul ghiaccio di casa di Mosca.
Il gradino più basso del podio è stato occupato dalla giapponese Akiko Suzuki, capace a ventisette primavere suonate di togliersi la soddisfazione più grande della carriera. Peraltro, la veterana nipponica, autrice del secondo punteggio di giornata, ha lasciato sul piatto la medaglia d'argento per via di un lutz, pianificato triplo ma abortito al punto da diventare singolo. Suzuki ha comunque salvato il bilancio dell'ambiziosa squadra giapponese che oggi ha dovuto archiviare una prestazione sottotono dell'attesa Mao Asada, "solo sesta", e il quinto posto di Kanako Murakami, come al solito penalizzata da qualche rotazione mancante sui salti. Ciò premesso, a partire dall'edizione del 2006, tenutasi a Calgary, almeno un'atleta originaria del Sol Levante è riuscita a salire sul podio.
In quarta posizione, si è piazzata la statunitense Ashley Wagner, risalita con una prova magistrale dall'ottava posizione occupata al termine del primo segmento di gara. L'allieva dell'eterno John Nicks, ottantrè anni e non sentirli, ha sciorinato quattro tripli perfettamente eseguiti nella seconda parte del disco evidenziando un carisma trascinante e una notevole verve interpretativa non compresa fino in fondo dai giudici che le hanno assegnato un punteggio sulle componenti del programma inferiore a quello di Leonova, non certo il meglio in commercio da questo punta di vista.
Asada a parte, la delusione di giornata è stata l'elegante statunitense Alissa Czisny, finita malinconicamente in ventiduesima posizione a causa di ben cinque cadute. Onore a lei per aver comunque portato a termine il programma trattenendo le giustificate lacrime di sconforto.
Nella prossima edizione dei Campionati Mondiali, che si terrà a London in Canada, tre Paesi (Russia, Giappone e italia) potranno schierare tre ragazze, due posti saranno, invece, a disposizione di Stati Uniti, Georgia e Cina. Va da sè come non sia mai accaduto che l'Italia potesse schierare tre atlete in una rassegna iridata.
Si conclude così un campionato mondiale ricco di soddisfazione per i colori azzurri. Non possono, infatti, passare in secondo piano il sesto posto di Cappellini/Lanotte nella danza e il decimo di Samuel Contesti in campo maschile.
CLASSIFICA FINALE
01) 189,94 (61,00|128,94) (ITA) Carolina KOSTNER
02) 184,28 (64,61|119,67) (RUS) Alena LEONOVA
03) 180,68 (59,38|121,30) (JPN) Akiko SUZUKI
04) 176,77 (56,42|120,35) (USA) Ashley WAGNER
05) 175,41 (62,67|112,74) (JPN) Kanako MURAKAMI
06) 164,52 (59,49|105,03) (JPN) Mao ASADA
07) 157,57 (55,00|102,57) (CHN) Kexin ZHANG
08) 150,10 (52,14|97,96) (ITA) Valentina MARCHEI
09) 149,48 (58,51|90,97) (RUS) Ksenia MAKAROVA
10) 149,20 (58,49|90,71) (GEO) Elene GEDEVANISHVILI
11) 148,54 (54,19|94,35) (SWE) Viktoria HELGESSON
12) 148,18 (48,42|99,76) (FRA) Yretha SILETE
13) 144,28 (49,04|95,24) (EST) Elena GLEBOVA
14) 143,84 (50,42|93,42) (GBR) Jenna MCCORKELL
15) 140,24 (47,36|92,88) (ESP) Sonia LAFUENTE
16) 138,60 (49,37|89,23) (CAN) Amelie LACOSTE
17) 136,36 (46,60|89,76) (UKR) Natalia POPOVA
18) 135,56 (47,75|87,81) (FIN) Juulia TURKKILA
19) 129,98 (46,71|83,27) (RUS) Polina KOROBEYNIKOVA
20) 129,20 (46,39|82,81) (GER) Sarah HECKEN
21) 126,17 (45,80|80,37) (AUT) Kerstin FRANK
22) 124,11 (48,31|75,80) (USA) Alissa CZISNY
23) 110,40 (44,16|66,24) (FIN) Alisa MIKONSAARI
24) 116,21 (44,02|72,19) (SUI) Romy BÜHLER
NOTE FINALI
A parte Carolina Kostner, la sola italiana medagliata nei Campionati Mondiali resta Susanna Driano.
Alena Leonova, dopo Sokolova, Soldatova, Slutskaja e Butyrskaya, è diventata la quinta atleta russa a salire sul podio. Sotto bandiera sovietica, ci sono riuscite anche Ivanova, Kondrashova e Vodorezova.
In casa Giappone, prima di Suzuki ben sette atlete avevano ottenuto un pizzamento nelle prime tre posizioni. La capostipite fu Emi Watanabe nel 1979. E' stato poi il turno di Ito, Sato, Suguri, Arakawa, Asada e Ando.